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Le bottiglie di plastica: alleate o nemiche invisibili?

  • Immagine del redattore: Simone Moscato
    Simone Moscato
  • 4 dic 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Immagina di aprire una bottiglia d’acqua pensando di dissetarti con il liquido più puro che esista.


In realtà, ogni sorso potrebbe contenere una microscopica “mina vagante” di plastica, pronta a insinuarsi nel tuo corpo.


Non lo dico io, ma una ricerca della State University of New York, commissionata da Orb Media, che ha scoperto come oltre il 90% delle bottiglie di acqua minerale contengano microplastiche.


Su 259 bottiglie analizzate, solo 17 erano prive di contaminazioni.


Ogni litro bevuto potrebbe contenere in media 10,2 fibre di plastica, contro le 4,45 dell’acqua del rubinetto. Più che bere, è come introdurre un piccolo esercito invisibile nel nostro organismo.


Microplastiche: piccoli frammenti, grandi conseguenze


Le microplastiche sono minuscoli frammenti che si staccano dalla plastica durante la produzione, il trasporto o semplicemente mentre la bottiglia rimane ferma sugli scaffali. Una volta ingerite, iniziano il loro lavoro silenzioso.



Quali sono gli effetti?


  • Alterano il microbiota intestinale, compromettendo l’equilibrio naturale del corpo.


  • Espongono il nostro organismo a ftalati e BPA, interferenti endocrini che possono disturbare il sistema ormonale, aumentando il cortisolo e favorendo l’infiammazione cronica.


  • Si accumulano nei tessuti, aumentando il rischio di malattie a lungo termine.


Più che un bicchiere d’acqua, stai assumendo una dose giornaliera di “contaminanti invisibili”.




Un danno per la salute e per il pianeta


L’acqua in bottiglia è un’industria che consuma risorse smisurate. Per produrre ogni litro d’acqua, servono circa 1,5 litri di acqua stessa, oltre a un’enorme quantità di energia.


Ogni camion che trasporta le bottiglie emette tonnellate di CO2, e la plastica non riciclata finisce negli oceani, contribuendo al disastro ecologico globale.


Ma il vero problema è che questo circolo vizioso non si limita all’ambiente.


L’inquinamento marino torna sulle nostre tavole sotto forma di pesce contaminato da microplastiche.


Bevi plastica, la disperdi, e poi la mangi. È un ciclo tanto assurdo quanto inquietante.




L’alternativa? Acqua pura e viva


Ora, pensa per un attimo a quando sei stato in montagna e hai bevuto acqua di sorgente. Nei primi giorni, non potevi fare a meno di correre al bagno, vero?


Questo perché l’acqua pura e viva, a differenza di quella “ferma” imbottigliata, ha un effetto drenante naturale, capace di eliminare scorie e tossine dal corpo.


L’acqua “morta”, conservata per mesi nelle bottiglie di plastica, perde questa capacità vitale. E anche l’etichetta più allettante non può cambiare questa realtà.


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